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ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2010
Scienza&Vita comunica le adesioni dei candidati mantovani al Manifesto per la Vita

Dopo la presentazione il 25 marzo scorso del Manifesto dei Valori e la chiusura della campagna elettorale ci sembra giusto far conoscere ai cittadini di Mantova i nomi di coloro che hanno liberamente e consapevolmente aderito alla nostra iniziativa impegnandosi, quindi, a perseguire integralmente e pubblicamente tutti i punti sottoscritti.

Il candidato sindaco Nicola Sodano è stato l’unico candidato sindaco che ha firmato l’appello. Fra gli altri spiccavano i candidati alla Regione Carlo Maccari, Enzo Lucchini del PdL, Claudio Bottari della Lega Nord; i candidati al consiglio comunale, Viviano Benedini e Celestino dall’Oglio della Lega Nord; Andrew Boscaini, Luca Momoli, Patrizia Lesti, Carlo Bottani e Davide Squassabia dell’UDC; Mauro Vinci, Marco Cavarocchi e Marco Germiniasi del Pdl.

Ricordiamo che scopo dell’iniziativa, al di là dei soliti richiami generici ai valori che circolano con troppa facilità, è la richiesta di un preciso impegno pubblico da parte dei candidati di agire attraverso atti  amministrativi e politici a favore della vita umana dal concepimento – contrastando la mentalità abortiva – alla morte naturale – contro ogni forma anche passiva di eutanasia o suicidio assistito. Così come di promuovere azioni a favore della famiglia naturale fra uomo e donna contro ogni tentativo di sdoganare surrogati matrimoniali con i registri delle coppie di fatto e/o matrimoni omosessuali. La stessa cultura di genere o del “gender” può essere efficacemente combattuta, con tutto il suo portato ideologico e anti sessuale, a livello locale facendo della corretta informazione e impedendo la dispersione di risorse su progetti formativi che diffondono errori su questo delicatissimo tema in modo ideologico e antiscientifico. Insomma non un appello generico ai buoni sentimenti ma un “decalogo” chiaro, articolato in una serie di punti distinti, stringente anche nelle definizioni. Il Manifesto sottoscritto sarà anche uno strumento che consentirà a Scienza & Vita di chiedere conto in modo oggettivo delle iniziative realizzate e dell’applicazione effettiva dei suoi punti a tutti coloro che verranno eletti e che nei diversi ruoli saranno destinati a ricoprire in Regione, in città come Sindaco, come assessori o semplici consiglieri.
Associazione Scienza & Vita di Mantova
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ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2010
COMUNICATO STAMPA DEL 26/03/2010

Alla chiusura della campagna elettorale l’Associazione Scienza&Vita annuncia che sono giunte ulteriori adesioni al Manifesto della Vita lanciato come appello ai candidati mantovani.
Dopo le firme di ieri alla presentazione e conferenza stampa presso la sede di Scienza &Vita dell’unico candidato Sindaco intervenuto Nicola Sodano, del consigliere Regionale Carlo Maccari,  dei candidati consiglieri Marco Germiniasi Pdl, di Andrew Boscaini UDC, di Viviano Benedini Lega Nord e le adesioni pervenute dei consiglieri Regionali Enzo Lucchini PdL, Claudio Bottari Lega Nord, Mauro Vinci Pdl, Marco Cavarocchi PdL, Gianluca Momoli UDC,  oggi hanno aderito anche il capogruppo dell’UdC comunale Davide Squassabia, Carlo Bottani e Patrizia Lesti dello stesso partito. Scienza & Vita esprime sincero apprezzamento per tutti i candidati che con coraggio e contro molti pregiudizi, hanno voluto aderire al Manifesto. Esprime anche una grande soddisfazione per il numero inaspettato di adesioni a questa particolare iniziativa in un momento così convulso della campagna elettorale. Precisando che sarà sempre possibile per chiunque anche dopo l’esito delle elezioni dare il proprio consenso al Manifesto contattando direttamente l’Associazione, l’auspicio che Scienza & Vita formula è quello che gli impegni assunti con queste firme si traducano effettivamente in atti concreti sui quali non si mancherà di vigilare per darne pubblico riscontro.

Associazione Scienza&Vita Mantova
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ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2010
COMUNICATO STAMPA DEL 25/03/2010
Scienza&Vita raccoglie le adesioni dei candidati mantovani al Manifesto per la Vita.

Una iniziativa unica nel suo genere fra le tante iniziative elettorali della città di Mantova che ha suscitato un certo clamore e un notevole interesse. Poco dopo le 19 di giovedì sera, infatti, si è tenuta presso una sala dell’Istituto Contardo Ferrini in via Giulio Romano, la conferenza stampa dell’Associazione Scienza & Vita Mantova per la presentazione dell’appello su Vita, Famiglia e Identità Sessuale, alla città di Mantova e a tutti i candidati alle prossime elezioni amministrative per la Regione e per il comune. Oltre alla trentina di presenti fra soci e simpatizzanti di Scienza & Vita, il Presidente Franco Ciccarello ha illustrato il Manifesto dei Valori della Vita ad alcuni candidati venuti personalmente ad ascoltare la presentazione dell’iniziativa e ad apporre la loro firma di adesione. Fra questi spiccavano il candidato alla Regione Carlo Maccari del PdL, il candidato sindaco Nicola Sodano del PdL, i candidati al consiglio comunale Marco Germiniasi PdL, il medico primario Viviano Benedini della Lega Nord e il giovane Andrew Boscaini dell’UDC. Non hanno potuto presenziare per sovrapposti impegni ma hanno fatto pervenire la loro adesione e il loro saluto anche Enzo Lucchini candidato in Regione per il PdL, Mauro Vinci e Marco Cavarocchi Pdl e Luca Momoli dell’UDC. Altre importanti adesioni sono state annunciate e potrebbero arrivare entro le ore 24 di venerdì cioè entro al chiusura ufficiale della campagna elettorale.
Il presidente Franco Ciccarello ha ricordato che scopo dell’iniziativa, al di là dei soliti richiami generici, è la richiesta di un impegno pubblico da parte dei candidati, se eletti, di agire attraverso atti  amministrativi e politici diretti a favore della vita umana dal concepimento – contrastando la mentalità abortiva – alla morte naturale – contro ogni forma anche passiva di eutanasia o suicidio assistito. Così come azioni a favore della famiglia naturale fra uomo e donna contro ogni tentativo di sdoganare surrogati matrimoniali con i registri delle coppie di fatto o coppie omosessuali. La stessa cultura di genere o del “gender” può essere efficacemente combattuta, con tutto il suo portato ideologico e anti sessuale, a livello locale facendo della corretta informazione e impedendo la dispersione di risorse su progetti formativi che diffondono errori su questo delicatissimo tema in modo ideologico e antiscientifico. Insomma non un appello generico ai buoni sentimenti ma un impegno preciso, articolato in una serie di punti distinti, stringente anche nelle definizioni che richiede il giusto coraggio a chi oggi, anche in politica, voglia contrastare il pensiero unico imperante sui mass media e in molti settori della cultura e della politica. Scopo del Manifesto sarà anche quello di dar modo a Scienza & Vita di poter chiedere poi conto in modo oggettivo delle iniziative realizzate e dell’applicazione effettiva di quanto sottoscritto a tutti coloro che verranno eletti e nei diversi ruoli che saranno destinati a ricoprire in Regione così come in città come sindaco, assessori o semplici consiglieri,.

Il presidente
Franco Ciccarello

Successivamente sono pervenute le adesioni di:

  • PAOLO AFFINITO (UDC)
  • CARLO BOTTANI (LISTA CIVICA “UN PONTE PER CURTATONE”)

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ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2010
COMUNICATO STAMPA DEL 24/03/2010

Interveniamo solo ora a pochissimi giorni dall’appuntamento con le elezioni amministrative comunali e regionali per Mantova per interpellare pubblicamente tutti i candidati di tutte le liste in lizza. Abbiamo aspettato di conoscere i programmi, abbiamo letto  le interviste, abbiamo ascoltato le spiegazioni delle strategie politiche, abbiamo seguito le prese di posizione pubbliche sui temi di maggiore attualità ma sui VALORI NON NEGOZIABILI relativi alla vita umana, all’identità sessuale e alla famiglia naturale, non abbiamo sentito quasi nulla.

Vorremmo sentire, almeno nelle premesse dei programmi politici, che la vita ordinata di ogni comunità, come la nostra regione o la nostra città,  si attua solo nel presupposto della giusta gerarchia dei valori fondanti, universali, non negoziabili appunto, che metta in cima, prima del “benessere” paganamente inteso, almeno la sussistenza fisica stessa della vita che spesso viene negata proprio ai soggetti più fragili e deboli, siano essi ai primi istanti di vita così come agli ultimi.

Vorremmo che ci fosse ricordato che in altri più bui periodi della nostra Europa, sia all’Est che all’Ovest,  uno “sviluppo sociale”  teorizzato contro il valore reale di ogni vita umana e concretizzato in norme amministrative apparentemente “scientifiche o umanitarie” introdotte nella distrazione generale e applicate con zelo locale, ha portato ad incubi sociali spesso imprevisti dagli stessi sostenitori “in buona fede” di quelle ideologie.

L’Associazione Scienza &Vita, sinceramente preoccupata per la china assunta dal dibattito politico che sembra aver perso di vista la centralità della Vita umana come valore sociale fondante di ogni comunità grande o piccola  - a prescindere da qualunque credo, politico, culturale o religioso - e per le assurde polemiche su tematiche almeno secondarie - se non proprio marginali – che occupano la maggior parte dei mass media, intende interpellare tutti i candidati della nostra città ad aderire liberamente e pubblicamente al seguente "manifesto dei valori".

Associazione Scienza & Vita di Mantova

 

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COMUNICATO STAMPA N. 6 DEL 19/02/2007
SCIENZA & VITA E LO SHOPPING DI OVULI:
L’EUROPA DIFENDA LA SALUTE DELLE DONNE

Giù le mani dal corpo delle donne e dai loro ovuli. L’Associazione Scienza & Vita si oppone con la massima fermezza ad ogni tentativo di mercificazione del corpo umano e allo shopping di ovuli che viene prospettato in Gran Bretagna. E in questo 19 febbraio, in cui ricorre l’approvazione da parte del Parlamento italiano della Legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, appare quanto mai opportuna una riflessione sul limite della scienza, senza nascondersi che il vero obiettivo della vendita di ovuli è quello di produrre embrioni a fine di ricerca, inevitabilmente destinati alla distruzione.
Il tutto – lo ricordiamo – non è possibile in Italia grazie proprio alla legge 40. Ma è necessario tenere alta la guardia contro ogni tentativo di deformazione dell’attuale disciplina. Sotto il profilo socio – culturale, grande è la responsabilità dell’Europa che
dovrebbe porsi il problema della salvaguardia delle donne. Chi infatti se non le giovani donne in condizioni economiche disagiate, venderà i propri ovuli? Dunque, una beffa ancora una volta ai danni dei più poveri. Infine va segnalata, ancora una volta, la responsabilità della classe medica che ben conosce gli effetti collaterali della stimolazione ovarica, con rischi connessi alla salute delle donne.
Dunque il “no” di Scienza & Vita alla vendita di ovuli si sostanzia in ragioni scientifiche, mediche e di rispetto dei diritti umani.

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19 Gennaio 2007 ore 12:00 :: La posizione dell'Associazione Scienza & Vita su eutanasia, accanimento terapeutico, testamenti di vita.

Alla luce del dibattito in corso sulle scelte di fine vita, riteniamo utile chiarire - in questa scheda - i termini della questione e la posizione dell’Associazione Scienza & Vita su eutanasia, accanimento terapeutico, testamenti di vita. L’Associazione Scienza & Vita formula, inoltre, alcune proposte concrete per l’accompagnamento ad una morte dignitosa, attraverso il sostegno ai malati e alle loro famiglie.

1. Eutanasia, accanimento terapeutico, cure palliative: quale è il significato?

Le questioni di fine vita sono molto complesse ed è, quindi, necessario affrontarle con una riflessione attenta, pacata e non manipolata o condizionata da campagne finalizzate a provocare reazioni emotive. A cominciare dall’uso di un linguaggio chiaro. L'eutanasia viene, infatti, presentata come l'alternativa all'accanimento terapeutico o a cure palliative “inefficaci”, e soprattutto come diritto alla libera autodeterminazione da parte del soggetto.
Non è così. L’eutanasia è l’atto con cui si pone deliberatamente fine alla vita del malato, a prescindere dal modo con cui lo si fa e da chi ne fa richiesta. Pertanto non c’è differenza tra eutanasia “attiva” e “passiva”, tra uccisione diretta e sospensione delle cure, dell’alimentazione e dell’idratazione. Va, infine, sottolineato che l’eutanasia non solo non è un dovere del medico, ma è addirittura un atto contrario all’etica professionale. L’accanimento terapeutico consiste nel persistere in terapie sproporzionate rispetto alle condizioni del malato. Le cure palliative hanno lo scopo di ridurre i sintomi di una malattia non guaribile, di rendere sopportabile il dolore e di migliorare la qualità di vita del malato.

2. No all’eutanasia: le ragioni di un rifiuto

L'eutanasia viene presentata come l’unica via di uscita possibile per porre fine a una sofferenza “insopportabile”. Essa si traduce, in realtà, nell’uccisione del malato, anticipandone la morte. In nome del diritto all’esercizio dell’autonomia individuale si chiede, quindi, di annullare il fondamento stesso dell’autonomia, ovvero la vita. Tale autonomia non fonda alcun diritto che vincoli altri ad operare al fine di porre termine alla vita altrui. Il vero diritto di ogni malato non è quello di morire, ma quello a una morte dignitosa, meno dolorosa possibile, in cui non ci sia spazio né per l’abbandono né per la ghettizzazione, ma solo per la cura e il sostegno da parte di un ambiente accogliente e solidale.

3. No all’accanimento terapeutico: le ragioni di un rifiuto

Rifiutare la morte inflitta non significa sostenere la liceità dell’accanimento terapeutico. Anzi, come già prevede la deontologia medica, sosteniamo che, nel momento in cui le terapie in atto non sono più proporzionate alla reale situazione clinica, è doveroso sospenderle. Tale sospensione va valutata dal medico in base a criteri clinici e alla gravosità delle terapie per il malato. Il vero problema è che nella prassi clinica decidere è tutt’altro che semplice e richiede grande competenza professionale, senso della misura e un indispensabile ambiente di serenità. Una volta sospese le terapie non proporzionate, l’assistenza prevede il ricorso alle cure palliative, al trattamento delle infezioni, alla terapia del dolore, all’alimentazione e all’idratazione, etc.

4. Sì alla promozione delle cure palliative e alla terapia del dolore

Dietro la richiesta di eutanasia vi può essere la paura del dolore fisico, ma anche una grande sofferenza esistenziale che si può spingere fino alla disperazione. Lo scopo delle cure palliative è quello di accompagnare il malato, sollevandolo dal dolore fisico e sostenendolo dal punto di vista psicologico e umano. Le cure palliative sono, quindi, la precisa risposta all’inefficacia delle terapie e alla richiesta di eutanasia da parte di malati che vivono una situazione troppo gravosa e dolorosa.

5. I cosiddetti “testamenti di vita”: limiti e rischi

Una medicina moderna e umanistica non può che essere fondata sull’alleanza tra medico e malato, intesa come rapporto non paternalistico, ma rispettoso dell’autonomia di ciascun malato. Di conseguenza, il dibattito su documenti contenenti volontà anticipate non riguarda tanto l’opportunità che il malato intervenga o meno nel processo decisionale – dato per scontato -, quanto piuttosto che cosa può essere oggetto di queste decisioni e se esiste una modalità ottimale per raccoglierle. Dal momento che, affinché una decisione sia veramente libera e responsabile, questa deve essere anche informata e consapevole, si aprono pesanti dubbi sulla consapevolezza di una decisione che risale a una certa distanza temporale dall’evento malattia, che è stata espressa in condizioni di vita ben differenti e che è fatalmente priva di conoscenza sugli sviluppi futuri della medicina. Occorrerebbe poi accertarsi che tali volontà non siano frutto di indebite pressioni, anche solo psicologiche, o condizionate da esigenze di natura economica o affettiva (basso reddito, carico per la famiglia, solitudine, ecc.). In questi casi la vita del malato potrebbe trovarsi al centro di un pericoloso conflitto di interessi, e dare adito a conseguenze diseguali, fatalmente penalizzando i più poveri e soli. La previsione della figura del fiduciario e della vincolatività di documenti contenenti volontà anticipate rende la situazione ancor più problematica. Appare, dunque, alquanto inadeguato rispetto alla complessità della materia ridurre l’acquisizione di volontà anticipate a un mero strumento burocratico e legislativo. È necessario, invece, che tali decisioni maturino al momento in cui sono imposte dalle circostanze, all’interno del rapporto del medico con il malato e la sua famiglia, e che siano prese in scienza e coscienza nei singoli casi, per loro natura non generalizzabili. Potrebbero essere più utili, in tal senso, linee-guida che rafforzino l’alleanza tra il medico, il malato e la famiglia. Il rischio a cui si va incontro, altrimenti, è che il testamento di vita o le dichiarazioni anticipate divengano nella pratica un modo subdolo per legittimare pratiche eutanasiche e superare le resistenze dell’opinione pubblica verso di esse.

6. Risposte concrete per le necessità di malati e famiglie

La vera risposta ai bisogni del malato e di chi lo assiste è risolvere i tanti problemi che ben conoscono quanti combattono ogni giorno con la sofferenza e con il dolore, ovvero la mancanza di efficaci reti di assistenza domiciliare, l’assenza di interventi a sostegno delle famiglie dei malati, la carenza di hospice e di strutture per la lungodegenza, l’impossibilità di accedere con facilità alle cure palliative, la mancanza di personale sanitario adeguato.

In attesa di interventi da parte di quanti hanno la responsabilità di decidere, avanziamo delle prime proposte:

• la garanzia per le famiglie di essere coinvolte in modo effettivo nella cura del malato, prevedendo anche - soprattutto nelle strutture sanitarie - un adeguato supporto psicologico per entrambi;
• un rafforzamento dell’assistenza domiciliare con investimenti ad hoc per i casi di malattie gravi e in fase terminale;
• una revisione e un aggiornamento dei congedi parentali per tutte le famiglie che devono assistere malati gravi;
• una maggiore valorizzazione del volontariato socio-sanitario e familiare, oggi assai presente e di elevata qualità, ma non sempre valorizzato e riconosciuto. Chiediamo, inoltre, che nella prossima Assemblea nazionale del volontariato, prevista per la primavera 2007, una sessione specifica sia dedicata a questo aspetto.

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